SVILUPPO DI UNA RETE CLINICA PER LE DISFUNZIONI DEL PAVIMENTO PELVICO NELLA REGIONE MARCHE

Renzo Vincenzi, Dott.ssa Monia Nardi, Dott. Francesco Ciattaglia

*UOC Ostetricia e Ginecologia, Ospedale di Fermo, ASUR Marche – AV4

Nel corso dell’anno 2013 la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche ha recepito la Delibera della Giunta Regionale 1345/2013 sul riordino della propria attività nella forma delle Reti Cliniche.
Per l’Ostetricia e la Ginecologia, accanto al riordino dei punti nascita, è stata approvata la
Costituzione di un percorso diagnostico terapeutico ed  assistenziale (PDTA) per le patologie del pavimento pelvico, in considerazione della rilevanza sociale di tali disfunzioni.
Le ripercussioni di tale forma di organizzazione nell’attività dei professionisti in ambito uro ginecologico sono state discusse nel corso del convegno dal titolo:” I disturbi del controllo viscerale pelvico: dalla diagnosi al progetto assistenziale”, tenutosi a Jesi (AN) il 6.11.14.
Il  PDTA  è una organizzazione dell’assistenza che ambisce alla  presa in carico totale della persona, dalla prevenzione alla riabilitazione, con interventi multiprofessionali e multidisciplinari rivolti in diversi ambiti come quello fisico, psichico, sociale e delle eventuali disabilità.
Allo stesso tempo l’applicazione di un PDTA condiviso tra gli operatori sanitari nella Regione può ridurre la variabilità, i difetti di congruità, di continuità e di scarsa integrazione nella cura, tutte condizioni che facilitano la possibilità di errore nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.
Sul piano strategico il modello a rete consente di ottenere benefici in termini di razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse, sia   attraverso la realizzazione di economie di scala e di scopo, sia attraverso le maggiori opportunità di apprendimento offerte dall’accresciuta interazione con altre strutture e/o soggetti coinvolti.
L’introduzione di modelli a rete diventa pertanto la condizione per affrontare un contesto di sempre maggiore complessità con strumenti che ne consentano una più efficace gestione e che siano dotati di una elevata flessibilità, più adatti a convivere con i cambiamenti e le innovazioni tipiche di una società in continua evoluzione.
La creazione di una rete clinica  si concretizza nella messa in rete degli ospedali,  dei poliambulatori e dei servizi territoriali e permette l’integrazione e la collaborazione tra servizi interni ed esterni alle risorse presenti nel territorio, producendo sinergie in grado di offrire ai pazienti servizi di qualità a costi sostenibili.
Pertanto, un elemento caratterizzante risiede nella forte collaborazione/condivisione di metodi, linguaggi e procedure tra strutture e operatori appartenenti a diverse aree professionali e  assistenziali, al fine di consentire il coordinamento complessivo sull’intero percorso di cura del paziente.
Inoltre  le reti cliniche presuppongono la capacità degli operatori che ne fanno parte di leggere ed interpretare le interdipendenze, comprendendo il vantaggio di agire in un’ottica di rete  e la perdita di valore dovuta all’assenza di coordinamento: ciò comporta una rinuncia dei singoli operatori a prerogative di governo e quindi di autonomia.
In  risposta alla concreta necessità di progettare un PDTA per le patologie del pavimento pelvico nella Regione Marche, è stata attivata una commissione multidisciplinare costituita da ginecologi, urologi, chirurghi colonproctologi, neurologi, radiologi, fisiatri e psicologi.
Obiettivi della commissione sono raccogliere informazioni relative a come, attualmente, sono gestiti i casi clinici nelle specifiche realtà locali, e la costruzione di un percorso diagnostico terapeutico ed assistenziale ideale, ospedaliero e territoriale, attuabile per gli operatori della Regione Marche.
Nella costruzione del PDTA ideale, oltre al rigore metodologico nella attuazione di linee guida di riferimento, sarà posta particolare attenzione Information Communication Technology (ICT) con la creazione di un  fascicolo socio-sanitario elettronico, che racchiuda gli la storia clinica e degli eventi assistenziali, e rappresenti un fascicolo unitario messo a disposizione, con regole di riservatezza, al cittadino stesso ed ai professionisti chiamati a intervenire.